Il Prisco – La figlia illegittima

‘La figlia illegittima’ di questo romanzo simboleggia quegli amori, quelle passioni, quei desideri genuini e autentici a cui ognuno di noi è stato costretto a rinunciare per adeguarsi alle rigide e  spesso crudeli convenzioni sociali che non tollerano la diversità e la deviazione dai percorsi assegnati anche quando sono fonte di arricchimento spirituale e materiale. Nel caso dell’autore la sua figlia illegittima è stata la scrittura che ha amato per tutta la vita ma che, essendo stato costretto a indirizzarsi verso studi tecnici anziché umanistici, per i quali si sentiva fortemente portato,  ha tenuto pudicamente chiusa e nascosta in un cassetto, quasi dimenticandosene, fino in tarda età, quando finalmente vecchio e libero da ogni obbligo convenzionale e con l’aiuto di un caro amico che l’ha fortemente spronato, l’ha finalmente liberata e riconosciuta come sua figlia legittima. L’augurio dell’autore è che ogni lettore di questo romanzo trovi la forza di conoscere e riconoscere la propria figlia illegittima, che può essere il desiderio di imparare a suonare uno strumento, di cantare in un coro, di dipingere un quadro o semplicemente di fare quel viaggio sognato tutta la vita e di amarla con tenerezza, ricordandosi quello che dice il Dott. Sette, amico e ‘medico dell’anima’ del Prisco, citando il sogno di una sua paziente molto intelligente: “Sognava di avere una figlia bellissima, ma illegittima. Le dicevano che era così bella proprio perché era illegittima.”

Il Prisco, che vuol dire ‘molto vecchio’, è il soprannome con cui ama farsi chiamare Ermanno Stein, un vecchio professore in pensione di educazione fisica ed ex campione di fioretto, arma che porta sempre con sé nascosta nel bastone. E’ orgoglioso del suo sangue misto bavarese e campano. Per passione, fa l’investigatore privato. Sofia è sua moglie, anche lei ex insegnante con la passione della ceramica che realizza splendidi vasi col tornio da vasaio. I due hanno un figlio che si chiama Antonio. Juliette è la giovane e adorante assistente francese del Prisco e Walter il suo aiutante inglese esperto di arti marziali che è sempre al suo fianco nelle situazioni più pericolose e lo chiama ‘master’.

La figlia illegittima’ è una fiaba moderna, diversa dalle consuete fiabe, perché intreccia in sé molteplici altre fiabe. È come una sinfonia dai mille motivi che finiscono per fondersi e armonizzarsi reciprocamente.

Questo si avverte anche nella molteplicità dei personaggi che superano alla fine il loro iniziale contrasto e si accordano tra di loro, piccoli e grandi, principali e secondari. È come se l’autore trovasse tramite l’opera un posto a ognuna delle componenti della sua stessa personalità.

Il motivo di fondo, antico, archetipico, incessante, è l’agnizione, il ritrovamento e la restituzione di dignità a un figlio o a una figlia perduti, motivo continuamente ricorrente nel mito e nella letteratura da sempre, intrecciato con la classica storia di Cenerentola, la fanciulla disprezzata e offesa che si rivela nobile e principessa.

Il romanzo ha caratteristiche inaspettatamente musicali, rispetto alle precedenti dell’autore. I motivi diventano fluidi, si intrecciano e si mischiano senza sforzo. Si avverte quanto l’autore li abbia conciliati dentro di sé.

Lo stile è quello di sempre, ma più ricco, più preciso, più ispirato. Vi soffia una passione che lo fa scorrere senza esitazioni.

Un’architettura completa a cui non si potrebbe né aggiungere, né togliere nulla.

 

Nicola Settembrino

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